Finisher all’Antico Troi degli Sciamani 2010

Sfogliano il bel libro fotografico del pacco gara mi sono imbattuto in un bel racconto di cos’è L’Antico Troi degli Sciamani, per questa volta ho deciso allora di raccontarvi la gara con le parole di questo racconto che quì riporto.

“Don, don, don, don… le quattro… il campanile della Pieve di Sant’Andrea a Vittorio Veneto dà il via al lungo viaggio, l’ultratrail del Cansiglio, un pellegrinaggio nei luoghi dello spirito della Grande Foresta. E’ notte fonda, la salita al santuario di santa Augusta è cadenzato del ticchettio dei bastoncini degli atleti sul selciato a ciottoli che porta verso l’alto.

In Valscura l’aria è fredda, i rumori e gli odori del sottobosco ancora immerso dal buio fanno compagnia nella ascesa lenta la Madonna dell’Agnelezza benedice gli strani viandanti che, a due a due, pazienti si spostano su fino a Forcella Pizzòc. Aria, vento, le prime luci dell’alba, e il bosco, finalmente il Cansiglio, accolgono questi viaggiatori: la faggetta ad alto fusto è una cattedrale a cielo aperto prima della discesa a Vallorch, villaggio Cimbro i cui segreti sono custoditi dal suo unico abitante, Sandro, conoscitore delle leggende e delle storie di caccia di questa terra misteriosa.

Ancora bosco, pascoli e bosco, dopo Mezzomiglio la discesa alla Madonna del Runal è ripida come una scala a pioli… la foresta è fitta, il sole ora filtra tra i rami: la chiesetta è luogo di miracoli e guarigioni, di eventi straordinari come il faggio che sanguinava. Di nuovosu, verso Palughetto a la val Tiriton, selvaggia, in qualche tratto simile ad una foresta pluviale, tra pareti ricche di vegetazione e muschio, profumo intenso, fango. Il Coston della Palantina sale coperto da faggi perfetti nel loro slanciato profilo, e inizia il pascolo vicino alla Casera, pascolo della memoria poichè l’uomo ha quasi abbandonato questo anfiteatro ai piedi del monte Cavallo… ancora su.

L’Ander de le Mate è il punto più alto dell’Antico Troi, il cuore del viaggio, una grotta ampia, uno dei siti più misteriosi del Cansiglio, carico di energia: rifugio antico per i pastori e le loro greggi? … per i cacciatori? …oppure luogo abitato dagli Sciamani, guaritori dei popoli antichi? o luogo sacro e fecondo in sintonia con la possibile origine del suo nome, antro della mater, della mare?

Come i nostri antenati ora i pellegrini scendono per la Val Seraie, passando accanto alla Madonna del Cansiglio, effige della Vergine che conferisce poteri taumaturgici a chi la conserva e se ne prende cura. I resti del villaggio cimbro di Canaie sono qui, testimonianza della storia fiera di gente che viveva del bosco in armonia con il ritmo della natura. Valmenera e Cornesega sono due valli ampie, regno di cervi e caprioli, anch’esse con la loro carica di mistero legata al fatto che in inverno si toccano qui le temperature più basse in Italia, in rapporto all’altitudine: fino a -30°C.

In lontananza un altro luogo misterioso, il Lamaraz, inghiottitoio coperto di muschio, unico luogo di tutto il Cansiglio in cui l’acqua non manca mai… ma da dove sgorghi nessuno lo sa. ll Bus de la Lum, della luce, è la grotta più famosa del Cansiglio, attorno acui vivono storie e leggende inquietanti, come quella che qui risiedessero le Anduane, streghe bruttissime e feroci che quando si riunivano, accendevano fuochi le cui fiamme si vedevano anche da lontano.

La piana del Cansiglio appare ora come un bacino grande e placido, attorno a cui il bosco ha preso forma e vita, e dove ogni notte, per 12 mesi all’anno si stende un mantello di nebbia a protezione dei molti animali che vi si muovono dopo il tramonto. Ancora salita, sempre sentiero soffice del bosco, passando vicini al Bus de la Rizza, altra forra carsica, da cui l’acqua si scarica, anche in questo caso dopo un percorso sconosciuto, nelle sorgenti limpide della Santissima giù in pianura.

La strada bianca della Candaglia accompagna tranquillamente in Crosetta, prima del passaggio in Pian dell’Erba e poi a Cadolten: è infine un altro sentiero dal nome carico di fascino, il sentiero della Terra Nera, così denominato a causa del colore del terreno, che scende verso Fregona. Il passaggio sopra le grotte del Caglieron è l’ultima immagine da cartolina che accompagna il viaggiatore alla fine dell’Antico Troi degli Sciamani, prima dell’arrivo a Fregona.

Ma gli Sciamani, antichi guaritori di popoli primitivi, c’erano anche in Cansiglio? Niente di meno importante, perchè è questo lungo peregrinare nella Grande Foresta, ascoltandone il richiamo antico, assorbendone il respiro calmo e misterioso, avvertendo a sacralità dei luoghi, ad essere un farmaco dell’anima, sciamanico di per sè…
Questo, tutto questo e molto di più di una semplice gara è l’Antico Troi degli Sciamani, viaggio a coppie della lunghezza di 70 chilometri e con un dislivello di 4.500 metri.” (da Cansiglio lightung e fagh
ère, Antico Troi di Gianni De Polo)


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2 thoughts on “Finisher all’Antico Troi degli Sciamani 2010

  1. Ciao Fabio holetto che anche te lotti col tendine che fà il bastardo e si infiamma 🙂 io ho deciso di fermarmi altrimenti il rischio e’ notevole conosco ragazzi fermi da 1 anno intero… in bocca al lupo

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