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Di tutti i possibili epiloghi che si potevano immaginare per questa corsa questo proprio non mi era neanche lontanamente passato per la testa. Per la cronaca la gara, partita alle 10:00 a.m. del venerdì, è stata fermata alle 2:00 a.m. del sabato; a quell’ora solo in 400 avevano tagliato il traguardo di Chamonix, gli altri invece sono stati fermati a Vallorcine (81° km) e Trient (71°km). Per quello che mi riguarda sono arrivato a Trient alle 3:30 circa e li è finito il mio piccolo sogno di tagliare il traguardo di Chamonix (mi sarebbero rimasti 27km da coprire con ancora 8 ore di tempo). Le decisioni dell’organizzazione non si discutono, la sicurezza e l’incolumità delle persone viene al primo posto, ma brucia ed anche molto aver chiuso la gara così. Per la prima volta non avevo sbagliato l’alimentazione in gara ed ero riuscito a superare le inevitabili crisi “di testa” che si presentano in gare così lunghe. Niente da fare, è andata così, farò tesoro dell’esperienza per il futuro questo è certo.

E adesso vi racconto un pò le mie 17h di gara!
Percorso e Profilo altimetrico della CCC
Percorso CCC

Percorso CCC

Percorso CCC

Profilo altimetrico CCC

La partenza da Courmayuer

Si parte sotto la pioggia che ci fa compagnia e con un cielo che non promette nulla di buono…

Arrivo al rif. Bonatti (2020m 22° km)

La prima salita al Tete de la Tronche passa senza problemi, siamo un lungo serpentone umano che si inerpica silenzioso e bagnato. Al rifugio carico le borracce e riparto subito per Arnuva. Per adesso non piove ma la situazione è molto instabile.

check point rif. Bonatti

Arrivo ad Arnuva (27°km)

Me la sono presa con comodo e così arrivo ad Arnuva solo 30 minuti prima della chiusura del cancello orario, va bene così mi dico, devo andare senza forzare punto e basta.

in discesa verso il check-point
in discesa verso il check-point
ultima curva prima del pit stop
ultima curva prima del pit stop
pit stop!
pit stop!
ancora fresco?
ancora fresco?
Un saluti ai giovani tifosi prima di ripartire...
Un saluti ai giovani tifosi prima di ripartire…

Verso il Gran Col Ferret (2537m 31°km)

La salita al Gran Col Ferret è lunga, panoramica e molto, molto ventosa…

uno sguardo alla Val Ferret
uno sguardo alla Val Ferret
beh adesso un pò stanchino lo sono...
beh adesso un pò stanchino lo sono…

Tanto per rendere l’idea del vento che c’era lassù!

A questo punto causa pioggia e sopraggiungere della sera non mi sarà più possibile fare foto e quindi da qui in poi vi dovete accontentare del mio racconto.

Di seguito i miei tempi di passaggio, come si vede dopo il rilevamento al Gran Col Ferret, arrivo a quello sucessivo di La Fouly all’imbrunire, solo il tempo di bere un buon brodo caldo (il “brodino” è stato il leit motiv dei miei ristori perchè con il freddo che faceva era l’unica cosa che dava un pò di sollievo), ricaricare le borraccie e poi riparto per Champex. Per tutta la gara ho cercato di andare al risparmio, un pò perchè avevo paura cha da un momento all’altro tornasse a farmi visita il fastidio al tendine d’achille , ma anche perchè non ero mai andato oltre i 55 km in un trail, dopo il 55° km si entrava in una zona per me inesplorata. Così quando arrivo a Champex ancora in buono stato psico-fisico comincio a realizzare che Chamonix è alla mia portata.

A Champex faccio le cose con calma (arrivo alle 22:32 e riparto alle 23:15), bevo il mio brodo e ci scappa anche un piatto di pasta e qualche pezzo di formaggio; mi cambio la maglietta, le calze e passo al giubbino più pesante per affrontare la notte. Quando riparto sembra che il tempo ci dia una tregua, non piove più e si vede qualche stella in cielo, mi sento bene, sono fiducioso, scherzo con un compagno di corsa conosciuto l’anno scorso al T3C e ritrovato qui per caso (è stato mio compagno di crampi al T3C ed entrambi ci siamo ritrovati qui con il punto guadagnato in quella gara, bello). La tregua meteo dura poco, ricomincia a piovere ed il fango lungo il percorso aumenta, come se non bastasse le nuvole si abbassano ed entrano nel bosco e così la lampada frontale fatica a produrre un fascio ben focalizzato (un pò come quando siamo in macchina in mezzo alla nebbia per intenderci…), cerco di rimanere con un piccolo gruppo di persone che si trovano davanti a me e che mi fanno da battistrada.

Arriviamo a Bovine, altro brodo caldo e riparto subito perchè fa troppo freddo e se mi fermo sono sicuro di non ripartire più. La salita adesso è proprio brutta perchè è percorsa da una colata di fango continua che ci fa rallentare vistosamente rendendo anche difficile capire dove trovare un appoggio sicuro per i piedi. La discesa non è meglio, piena di fango, rende veramente difficoltoso lo stare in piedi, benedico i miei bastoncini senza i quali sicuramente mi sarei fatto qualche bel bagnetto nel fango.

Arrivati a Trient finisce la mia corsa :-(

i miei passaggi
i miei passaggi

Vi lascio con quello che sarà il mio sogno ricorrente per i mesi a venire… L’arrivo a Chamonix!

e come colonna sonora eccovi quella che fa da sottofondo alla partenza della gara…


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